Thursday, January 24, 2013

Votate ammè.




Stufi di ripetere le solite frasi fatte?
"Il nero sfina"
"Cielo a pecorelle, pioggia a catinelle"
"Io a Bersani il voto non glielo do".
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Non strizzate l'occhio ai comunisti, non andate su marte coi fascisti. 
Votate AMME'.
Ho anche tante proposte serie in giacca e cravatta.
Moviti per cui dovete votarmi:
- Istituzione delle grucce da armadio per mutandine in pizzo (perché mischiarle con i vili slip?);
- Obbligo per tutte le radio di dire i titoli delle canzoni prima e DOPO averle passate;
- Istituzione dei ceppi e della gogna pubblica per chi usa le parole "mix" e/o "weekend";
- Reintegrazione la pena di morte per chi si fa i frisee nel 2013;
-  Nomina di "Giusto tra i popoli" per l'uomo che ricorda il nome del tuo rossetto preferito;
- Evangelizzazione dei popoli non civilizzati che votano PDL informandoli che "L'OSCURO SIGNORE NON DIVIDE IL POTERE";
- Divieto di usare i soldi ma conservarli per le grandi occasioni, tipo giubilei o il mio compleanno;
-  Fustigazione di tutti gli scienziati del mondo finchè non inventano la pizza senza carboidrati: è come una pizza ma senza sensi di colpa;
- Il mio simbolo è il più bello;
-  A dire le minchiate non mi batte nessuno.


Tuesday, December 25, 2012

Joyeux Noël



Quest'anno guadagnarsi due minuti di serenità sincera è cosa difficile ma quei due minuti valgono oro. 
Buon Natale.
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Questo è stato il primo Natale festeggiato col mio ragazzo, qui c'è il suo blog.
Lui mi parla di Daniel Clowes e io gli parlo di Chanel.
Basta, non vi rompo più. 
Per farla breve, grazie a lui, da oggi non puzzo più. Profumo di Eau Tendre.
Grazie 






P.S. I love you

Sunday, December 9, 2012

Quando una stronza si innamora.

PREMESSA:
Questo è un post per donne stronze. 
Se preparate manicaretti, se usate abitualmente la parola "manicaretti", se il vostro uomo vi regala per Natale gioielli Breil o monta per voi il pavimento Del Conca fast, l'uscita è per di là.
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Quando una stronza si innamora ha due bacheche da monitorare. 
Su ogni social network.
Quando una stronza single si innamora crede di aver messo le antennine da parte. Invece è sempre lì a ficcanasare e a mettere becco.
Un furetto con la labirintite.
Se dalla vostra bocca escono frasi come 
"Premesso che X però Y";
"No ma non è tanto X quanto Y";
"Non voglio aver ragione, basta che mi capisci";
"Ma  non ti dà fastidio se mipiacio il pisello di Seedorf su facebook":
mettetevi l'anima in pace. Siete stronze e innamorate. La stronza, capitemi, non è che sia una gelosa. La gelosia è solo una delle mille forme che può assumere la stronzite di una donna.
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PROS & CONS
Pro: Date una scossa alla vita di coppia. Siamo stufi marci delle coppiette carine, dolcine e pucciosine. POPOLO, SOLLEVATI, RIBELLATI A QUESTO MALE, SCENDI IN PIAZZA!
Contro: A lungo andate rischiate effetti collaterali che vanno dall'aggiornamento di status in "ZITELLA (AGAIN)" alla morte per annegamento. Fate vobis.
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DIES A QUO
Vi accorgete di essere stronze ed innamorate quando sentite trasformare il sorriso di pochi secondi prima in una smorfia di spregevole disprezzo verso una sciacquetta (a.k.a. povera malcapitata) che sorride al vostro ragazzo. Esempio pratico:
(Da lontano, sussurrato) "No, ma sono felice che abbia incontrato una vecchia amica"
5 SECONDI DOPO
"Troia, cosa hai da sorridere? Perché non torni a casa a contarti le doppie punte?"
2,07' :2/6 SECONDI DOPO
"PIACERE (braccio bello teso e mano imprestata da Hulk Hogan) sono la ragazza di [inserire qui il nome del poveretto che vi sopporta]"
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RIMEDI
Vorrei potervi dire che passa. Che si guarisce. Che la scienza sta facendo passi da gigante. Che abbiamo mandato l'uomo nello spazio a riprendere il vostro cervello che orbitava intorno all'asse terrestre.
NON E' COSI'.
L'unico palliativo è questo: contate fino a 10 prima di dire la cagata del secolo. Evitate al vostro partner l'umiliazione di dover addirittura trovare una risposta a ciò che state per dire. 
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CONCLUSIONI
La stronzite e l'innamoramento femminili sono una miscela letale che manco la metanfetamina negli anni '80. Il mondo è pieno di cose brutte: l'ebola, le guerre, la fame, il palinsesto mediaset. 
E' vero che le cose brutte sono il sale della vita, che l'amore non è bello se non è litigarello e che anche le più secche hanno la cellulite,  MA... Ma tutto ciò che è umano ha un fine. Anche voi siete umane - chi più chi meno- quindi cessate questa follia, colleghe.

Una stronza. S. 

Saturday, December 1, 2012

Chiappe d'acciaio project: la mia prima volta in palestra.

Tana libera tutti.
Avanti, forza. Chi frequenta una palestra venga oltre questa linea gialla
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Ecco. Da oggi anche io vado in palestra
UUUUUUU
EVVAII
EVVIVA
CHISSENEFREGA

Non sono cicciona ma ringrazio i miei compagnucci di classe delle elementari e medie per avermi fatto crescere coi complessi. Oggi loro sono ragazzi padri con le sopracciglia fatte dall'estetista quindi lol. La sorte mi ha vendicata.
Ma insomma la vendetta non finisce mai.
Quindi mi sono iscritta in palestra.
Il sabato mattina in palestra c'è poca gente, ve lo consiglio se già non lo sapevate.
(Gran bel consiglio, lo so, lo so. Per i ringraziamenti ci vediamo dopo)
Mi cambio, scendo, sorrido all'istruttore.
Il mio istruttore si chiama Enio ed è un sacco gentile e se vuole istituire un comitato per abbattermi lo capisco, sul serio. 
Sono scemissima, scusa E.!
E. mi mostra la mia scheda, un programma/percorso di esercizi per dimagrire e tonificare.

LOWER BIKE
Che io l'ho chiamata sempre siclèt come i vecchi chiamano le pasticche "cachet" o "pastiglie" o i poliziotti "gendarmi", ma è ok. Io non so se voi avete mai usato la lower bike ma io ho sbagliato addirittura il posto dove mettere le mani. Se avete un Enio, però, vi aiuterà lui con frasi come 
"Serena, lì ci metti le mani"
"Serena, lì i metti i piedi"
"Serena infila i piedi nei pedali e inizia a pedalare"
"Serena premi start"

ESERCIZI PER GLI ADDOMINALI 
Questi fanno crepare malissimo ma sono utilissimi. Poi lasciate perdere che sbagliate a mettere il culo al posto della testa sull'accricco per fare l'esercizio. Sono utili, IN CRISS CROSS WE TRUST. 
Ah e se avete le tette ve le guardano i repressi che stanno a correre sul posto tutta la mattina. Perchè siete stese, no? 

ATTREZZI: 

ADDUCTOR MACHINE (o LA PUTTAN MACHINE)
Non esiste istruttore che vi possa spiegare l'utilizzo di questo trabiccolo senza usare la frase
"Apri le gambe più che puoi"
I'm not Nicole Minetti, baby!
No, però seriamente: fatelo. Quei muscoli lì non si allenano facilmente e restano flaccidi forever. 
GLUTEI MACHINE
Bello bello bello. Vorrei spiegarvi come funziona ma non posso. Apparte che è uno sbattimento ma poi non riuscirei a farvi capire.
PECTORAL MACHINE
Qui vi sentite come Gyl Cooper in una pubblicità di AB Rocket.
DORSALI
Anche qui.
DEFATICAMENTO
Io lo chiamo tapis roulant e mi sento anni '90 come i capelli di Ambra Angiolini. Oggi la chiamano RUNRACE. Ma tipo uao. Io l'ho messa in modalità "Sfilata Dior alla settimana della moda di Parigi" (velocità 4, inclinazione 0).
Se fate la RUNRACE in modalità sfilata vi guardano il culo. 
Se fate la RUNRACE in modalità sfilata vi sentite sfigatissime perchè intorno a voi corrono ma non lo siete: guardate come vanno vestiti quelli che vi stanno intorno.


Alla fine è tutto bellissimo e vi sentite meglio anche se coi muscolini gelatinosi che vibrano un po'.
 Fidatevi!


Friday, October 19, 2012

La moda passa, l'ostile resta.

Madamoiselle Coco Chanel era solita dire "La moda passa, lo stile resta". Ma sapete com'è... Noi qui si vive nel secolo della Minetti in trichini Parah. Cosa pretendete? 

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Wednesday, October 10, 2012

Reflusso di coscienza.

E' un po' che non scrivo. Anzi sono stata ad un passo dal chiudere Suburbs ma che ne so, magari qualcuno là fuori ci spera e io stica che gli do soddisfazione. 
La mia ispirazione arriva sempre nei momenti meno appropriati, come un rutto ai funerali. 
L'argomento che oggi vorrei trattare è a metà tra il flusso di coscienza e il reflusso gastrointestinale.
FATE UN PO' VOI. (Continuate a leggere a vostro rischio e pericolo)

METTIAMO I CUORICINI SULLE I:  tutti abbiamo una certa dose di tristezza da dover sopportare. Un carico prestabilito dalla notte dei tempi. Un ammontare di giorni passati dentro al letto a piangere. Ce l'abbiamo da sempre, da quando nasciamo. Quando veniamo al mondo abbiamo debiti e tanti momenti di tristezza da attraversare. Forse per questo la prima cosa che si fa quando si nasce è piangere. Cosa succede se questo monte-ore di nodo alla gola viene superato alla tenera età di 20 anni? Mi sento di dirvi una sola cosa: BELLA MERDA! Non c'è nessun rimedio della nonna che vi possa tirare su di morale. Nessuna jam session di vaffanculi che vi possa aiutare.
RESTATE IN POSIZIONE FETALE E ASPETTATE CHE IL MOMENTACCIO PASSI. Non è detto che passi, non passa quasi mai a dire la verità. Si impara a convivere con questo senso di insoddisfazione. Sappiate però che questo vi porta ad un livello superiore. Si impara a passare attraverso i momenti bui di SPHIGA considerandola ormai una vecchia amica con qualche difetto. Se riuscite a superare i momenti-merda senza pubblicare status raccapriccianti su facebook, senza litigare con nessuno, senza rendervi ridicoli davanti al mondo intero, beh allora ce l'avete fatta.
A mio avviso si raggiunge un livello superiore di dignità lontana anni luce dal prototipo che ci propone oggi il contesto in cui viviamo. Una dignità silenziosa, non urlata. Magari col viso rigato di lacrime ma siete delle persone migliori.  E questo mi porta direttamente al concetto su cui vorrei focalizzarmi: noi donne vogliamo la parità dei sessi come cercatori d'oro nel fiume Hudson ma in fondo siamo delle TRAPEZISTE DI SENTIMENTI.  Non ci possiamo lamentare delle altissime vette o dei profondissimi dirupi del nostro umore perché semplicemente è così. Tutto sta nell'imparare a conviverci serenamente. Per questo è difficile essere una PRINCIPESSA. Perché cadi, ti rialzi e cadi ancora ma lo sai solo tu. Dentro soffri, piangi, urli. Fuori sei il monolite di 2001:Odissea nello spazio. Non si tratta di mentire ma di affrontare  gli eventi con nobiltà interiore che non hanno tutti. Quello che una popolana risolverebbe con un VAFFANCULO, noi lo risolviamo ascoltando Ella Fitzgerald. Ho sempre detto che l'odio è creativo. E' necessario, prima ancora che utile. Ora aggiungo che tutti i travagli interiori, se affrontati da Milady, fortificano. L'odio e la disperazione sono la lava esplosa dal cervello e colata attraverso i canali della nostra fantasia. Ecco, io userei l'odio come fonte di energia alternativa. Magari l'iperventilazione di una crisi di panico genera energia per riscaldare un palazzo di 3 piani e manco lo sappiamo!
Ogni giorno si crepa un po'. E' bene ricordarvelo (yes, sono Savonarola, o meglio Serenarola) quindi se potete evitate di essere STRONZI, COGLIONI  e DEFICIENTI (uomini) e TROIE MALEDETTE (donne).
Se mi volete far morire male ditemelo prima che mi do una botta in testa e soffro meno. 

Sunday, September 9, 2012

Cronaca di una piega annunciata.



8 Settembre 2012,

16.30  grossomodo




In parrucchieria: vicino a me c'è una hostess minorenne senza scarpe e fuori una folla schiamazzante con tanto di vigili.  E nessuno sta calcolando gli Abba che passano alla radio.
...Voulez vouuuuuus!...

Ma partiamo dal principio. La più importante eredità che passa da una generazione ad un'altra non è fatta di beni mobili o immobili: è la parrucchiera di fiducia. Io ne ho due e mi sento una privilegiata. 

Un minuto di silenzio per chi è meno fortunata e non sa da quale parrucchiera andare il sabato pomeriggio. 
E' Settembre e da brava wannabe Posh Spice ricomincio la stagione parrucchiera-2- volte-al-mese anche a costo di capitarci di Sabato. Aggiungete che nel Suburbs c'è una festa in piazza, pensate la sofferenza. Mi giro e la piccola hostess minorenne è ancora lì. Si è rimessa le sue brutte scarpe rosse. E' evidente che le ha comprate per la festa alcoolica di Natale a cui la madre proprio non voleva mandarla. Sono scarpe volgari: plateau, tacco 15 a colonna, applicazioni di finti Swaroski. Dico a me stessa "Tra mezz'ora la regina prende il tè, come osa questa andare in giro così? Che mancanza di rispetto". Poi penso "Devi essere forte". 

Nel locale c'è fermento. E' la parrucchiera ufficiale della festa di quartiere e deve spruzzare lacca ad intervalli regolari. Per l'evento speciale, oltre la normale assistente, è stata reclutata una signora che coglie ogni attimo per poggiare il culo sulla sedia e non sembra distinguere chiaramente una ciocca di capelli da una mietitrebbia. Mi preoccupo in silenzio. 
Lo sguardo incerto di un lemure in una gabbia di tigri. 
Ma mi ripeto "Devi essere forte".  Mi sciacqua i capelli "Vabè, non potrà fare danni, basta che sciacqui bene, per il resto i prodotti sono buoni". Quando recita la formula "CI POSSIAMO ACCOMODARE" indicando la sedia da taglio/piega/colore, la mia fede vacilla. Non so se sarò abbastanza forte. Ricordo il maestro Yoda
"Che la forza sia con te".
Mi siedo e aspetto. L'assistente non sembra solo incapace di riconoscere le forcine dagli strumenti agricoli, ma dimostra anche una certa incapacità manuale. Ho veramente paura. Mi asciuga i capelli.
Ora in testa ho un olocausto di gatti morti. AIUTO, VOGLIO LA MIA MAMMA.
Interviene l'assistente un pò più abile. Mi piastra, perdendo tutta la mia fiducia: con una piastra GHD di provata fiducia e specchiata onestà è riuscita a fare un disastro. Ho i capelli gonfi e increspati. Ma non finisce qui. Bisogna aggiungere a questo mio personalissimo ed introspettivo calvario la presenza delle hostess quattordicenni. La signora incompetente che mi ha lavato i capelli ride sempre. Ride per quello che dicono le ragazzine, per quello che dice lei, per quello che vede intorno a sè. Ha qualcosa di pacioccoso e temibile. "Che sia Majin Bu?" Soprassiedo e continuo a guardarmi intorno. 
"Ma poi torno normale?" esclama l'adolescente in tacco 15. Si preoccupa per la piega, me-tapina-me-meschina! Raggiungo la conclusione che va bene tutto basta che finiamo. Voglio andare a casa, non si scherza su queste cose (cioè piega, scarpe e adolescenza bruciata). Finalmente la baby hostess si schioda dalla postazione piega ed arriva una donna sulla settantina. 
Oh, ora si che ci capiamo.
Dopo due minuti sotto le mani dell'assistente che ride per tutto, la signora al mio fianco esclama "SE SAPJE' CH'ERA CUSCì NCE VENJE' PEGNENDE" (Se avessi saputo che sarebbe andata in codesta maniera non sarei venuta affatto). Lo dice una prima volta, ma l'affermazione cade nel vuoto. La ignoro io, la ignora l'assistente che ancora mi sta malamente piastrando (abbiamo quasi finito, alè oh-oh), la ignora l'assistente inetta che nel frattempo è uscita per andare a salutare dei tizi venuti al motoraduno della festa di piazza. Professionalità alle stelle. Quando l'anziana con la testa bagnata dice per la seconda volta che non sarebbe andata a farsi i capelli se avesse saputo la situazione, la parrucchiera si adopera. 
E io la odio. 
Punto primo: come ti metti dentro ad un'attività un cavallo brocco del genere che non solo non sa fare ma non ha voglia di fare (si vede che guadagni bene, sennò una così non te la potevi permettere)
Punto secondo: invece di spruzzare la lacca a quelle impuberi vestite da zoccolacce potevi pensare a noi clienti paganti e metterci le mani tu sui nostri capelli.
Ma tant'è. Ormai sono alla cassa, la situazione s'è fatta imbarazzante e gelata.
Apro la porta e saluto, da lontano sento la vecchia che dice "A ME NON M'AUSHTA SE LI CAPELLI NON ME LI FAI TU" (Non gradisco che tu non mi faccia i capelli).
Me ne vado.

SCUSATE IL PIPPONE, MA SULLA PIEGA MI INFERVORO.
S.